Quanto sono social le suore?

Quanto sono social le suore?

“Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura” (Mc 16,15)

Articolo pubblicato su Mosaico di Pace, luglio 2018

Il primo libro che sia mai stato stampato è stato la Bibbia; la censura nei secoli è stata particolarmente aspra quella religiosa; il primo quotidiano italiano è stato l’Osservatore Romano; il primo documento del Concilio Vaticano II è stato sulle ‘meraviglie della comunicazione sociale” (Inter Mirifica); è risaputo l’uso della radio da parte di Papi e prelati per annunciare il Vangelo.

Cosa ci dice questa breve premessa? A me richiama l’attenzione che la Chiesa, sin dalle origini, ha avuto per l’annuncio, la condivisione e la diffusione. Ha saputo sempre adattarsi ai mezzi di comunicazione moderni per arrivare in ogni angolo. E oggi non è da meno.

In questo quadro qual è il ruolo delle Religiose nel mondo digitale social? Qual è la loro voce nella comunicazione della Chiesa?

Inizio con la seconda domanda: qual è la loro voce nella comunicazione della Chiesa? La comunicazione ufficiale della Chiesa è molto più centrata sul ruolo dei sacerdoti e dei vescovi; la vita religiosa in generale è quasi assente, e quella femminile, pur rappresentando l’80% del mondo religioso, è praticamente invisibile. Nonostante i numerosi richiami di Papa Francesco nel sottolineare il ruolo significativo delle donne, la comunicazione istituzionale vaticana continua a mostrare un solo volto, quello maschile e sacerdotale. Questa realtà non ci scoraggia, anzi! Ci stimola a essere creative nel cercare tutte le vie possibili per raccontare la bellezza dell’azione delle Religiose nel mondo: donne come ponti di pace, come testimoni di amore, come protagoniste di una narrazione controcorrente, come curatrici di ferite esistenziali e sociali profonde.

Ecco che arriviamo alla prima domanda: In questo quadro qual è il ruolo delle Religiose nel mondo digitale social? Molte si sono dotate di un sito internet e di una presenza nei social già da diversi anni, che, seppur poco efficace, ha saputo ritagliarsi uno spazio di visibilità dalla base. Attraverso foto e racconti hanno saputo offrire la loro parola di pace, di riconciliazione, di sanazione a un mondo sempre più violento e frammentato.

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