Le Scalabriniane aprono a Roma due case per donne rifugiate: rispondiamo all’appello del Papa
Il progetto reso possibile grazie anche al Dicastero per lo Sviluppo integrale e la Cei, ospitate 17 donne e sette minori

Si chiamano “Chaire Gynai”, frase in greco che sta per “Benvenuta donna”, le due due case per le rifugiate con bambini e per le migranti in situazioni di vulnerabilità nate a Roma su iniziativa della Congregazione delle suore Missionarie Scalabriniane. Il progetto è stato reso possibile anche grazie alla collaborazione della Sezione “Migranti e Rifugiati” del Dicastero vaticano per il Servizio dello Sviluppo umano integrale, dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, dalla Uisg (Unione Internazionale Superiore Generali) e dalla Conferenza episcopale italiana.